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C’è sempre da imparare qualcosa di meraviglioso, il “libro” dietro l’angolo

Lo ammetto, qui non mi trovo molto bene, la gente è strana, mancano vere amicizie, il lavoro non è così eccezionale. Tutto sembrerebbe grigio, è stanco pure il paesaggio, un paese forse nato già vecchio, ma qualcosa di bello si riesce a trovarlo sempre, anche in un angolo di questo stretto e piccolo mondo.
Ho fatto una breve passeggiata ieri sera, breve perché il freddo ancora punge le guance, e la testa pelata lascia scappare troppo calore e troppi pensieri positivi, così, rientrando verso il piccolo monolocale, quello dove vivo da ormai 9 mesi, mi imbatto in questo curioso box di legno e vetro, tutto colorato di azzurro, il mio colore preferito.
Sono lì che scruto, che cerco di capire come funziona, cosa ci fa uno scaffale chiuso tipo credenza in questo bordo di piazzetta, che arriva la classica donnetta in bicicletta, una di quartiere, mi guarda incuriosita, mi passa davanti, non dice nulla, stranamente non saluta anche se solitamente lo fanno pur non conoscendoti, prende un sacchetto dalla borsetta, estrae due vecchi libri e li infila dentro una delle quattro porticine di vetro e legno.
Resto con gli occhi spalancati, questo è un posto magico, qui le persone condividono gratuitamente i libri, vecchi e nuovi, c’è chi porta qualcosa e chi viene a prendere, così, senza nessuno che controlli, che annoti cosa prendi e cosa riporti, il tutto in una splendida forma di civiltà, di reciproco rispetto dell’altro, incredibile, da restarci male.
Non vado oltre con la descrizione, vi guardate le foto e capite da soli, sognate da soli di essere qui, siete tutti grandicelli per le spiegazioni, ma il pensiero, non lo nascondo, va immediatamente a casa, a quel paese dove ho il resto della mia vita, il mio tutto, quel piccolo angolo di Italia che è sempre più grigio, dove basterebbe veramente poco per andare decisamente meglio, basterebbe volerlo, desiderarlo, realizzarlo.
Mi piacerebbe veramente vedere qualcosa di “almeno” simile nei nostri parchi, nei nostri giardini pubblici, nelle nostre piazze, ma immediatamente mi risuona quella parola in testa, “scordatelo”, da noi non funzionerebbe mai, ovvero potrebbe anche funzionare, magari qualcuno porterebbe qualche vecchio libro, io stesso ne ho parecchi da portare, ma finirebbe sicuramente rubato, preso e mai più riportato, o come immagino in una sera d’estate, bruciato insieme a tutti gli altri suoi libri vicini da un gruppetto di giovani connazionali senza freschi neuroni, in cerca solo di stupida gloria, di farsi un selfy davanti al mio box di libri mentre brucia, una stupida foto da pubblicare in faccialibro, senza rendersi conto con stanno bruciando loro stessi.
Quanto bello sarebbe, devo ammetterlo, uscire una calda sera d’estate, fare due passi ed andare a prendere un gelato da passeggio, mano nella mano con la mia dolce anima, sedersi su una panchina, prendere in prestito un vecchio libro, di quelli con la copertina rigida ricoperta di stoffa colorata, un vecchio classico sempre nuovo, un vecchio libro di quelli che ancora odorano di carta vera, inchiostro pesante e nero, pagine gialle vecchie di decine d’anni, logore da quante mani ci sono passate, da quante lacrime hanno raccolto, ma apro gli occhi e capisco, solo qui in Germania funziona bene, da noi resta solo un “scordatelo”.
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Se vogliamo tutto si può fare, anche “rivoluzionare” un paese meraviglioso, come il nostro. Un abbraccio a tutti, siate pronti a cambiare, siamo vicini al fondo, poi si risale, di sicuro.

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